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Manifestazione conclusiva di restituzione dei percorsi formativi e laboratoriali “Ce la posso fare”

Manifestazione conclusiva di restituzione dei percorsi formativi e laboratoriali “Ce la posso fare”(DM19/24)...

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da Baic862003-psc

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 Martedì 15 aprile si è svolto , con grande entusiasmo e partecipazione, la manifestazione conclusiva di restituzione dei percorsi formativi e laboratoriali “Ce la posso fare”(DM19/24), attivati presso la scuola secondaria di primo grado E. Fermi, incentrato sul delicato e attualissimo tema della dispersione scolastica.

L’iniziativa ha rappresentato non solo un momento di condivisione dei risultati ottenuti durante l’anno, ma anche un’occasione di profonda riflessione sull’importanza dell’inclusione e della partecipazione attiva degli studenti alla vita scolastica.

 

La manifestazione, caratterizzata da un coinvolgente spirito itinerante, si è snodata attraverso vari ambienti della scuola, sia interni che esterni, trasformati per l’occasione in veri e propri spazi espositivi e performativi. Ogni tappa del percorso ha valorizzato le diverse attività laboratoriali svolte dagli alunni: teatro, fotografia, murales e podcast.

 

L’evento ha avuto inizio con l’inaugurazione della scala d’ingresso, sulla quale è stato realizzato un disegno accompagnato da una celebre frase di A. Einstein: “Non considerare mai lo studio come un dovere, ma come un’invidiabile opportunità”. Le parole di Einstein risuonano vivide nella scalinata che oggi illumina l’ingresso della nostra scuola “Fermi”: un’opera d’arte collettiva nata dalla creatività e dall’impegno dei ragazzi che hanno partecipato con entusiasmo al laboratorio  “Divertiamoci con i colori”.

 

Ogni gradino è stato come un pennello che ha tracciato non solo colore, ma anche passione e dedizione. Ogni sfumatura rappresenta il percorso di crescita che la scuola incarna: un luogo dove l’apprendimento si fonde con la bellezza, e dove la conoscenza diventa un arcobaleno di possibilità.

 

Questa scalinata è un tributo all’arte dell’imparare, un promemoria quotidiano che ci ricorda come la scuola sia un’opportunità straordinaria per colorare il nostro futuro. Un sentito ringraziamento va ai ragazzi che, con il loro talento e la loro energia, hanno trasformato un semplice passaggio in un’esplosione di gioia e ispirazione. Un grazie speciale anche alle docenti, che con dedizione hanno saputo coltivare la creatività dei nostri studenti.

 

Il laboratorio di fotografia ha proposto una suggestiva esposizione di scatti realizzati dagli alunni, capaci di raccontare con grande sensibilità i volti, gli spazi e i momenti significativi del loro percorso scolastico. L’elaborato è stato introdotto dalla docente tutor e dagli studenti partecipanti con le seguenti parole:

 

Il laboratorio ha proposto agli studenti alcuni temi legati alla fotografia analogica, come la regola dei terzi e lo studio della profondità di campo, applicati alla fotografia digitale. Il percorso ha previsto approfondimenti nel campo del ritratto, della fotografia di paesaggio (naturale e urbano), della macrofotografia e dello still life, passando anche per antiche tecniche di stampa come la cianotipia, conosciuta anche come blueprint per il suo caratteristico colore. Il laboratorio, partendo dunque dall’analogico per giungere al digitale, ha favorito un approccio più consapevole ai dispositivi tecnologici di uso quotidiano, in tema di fotografia.

 

La sezione teatrale ha visto gli studenti protagonisti di una rappresentazione costruita attraverso esercizi di fiducia e comunicazione non verbale. Tema centrale del percorso teatrale è stata la “ribellione”, intesa come motore di crescita personale. Gli esercizi svolti hanno valorizzato la scuola come luogo di accoglienza e sviluppo, offrendo momenti di intensa emozione.

 

Un primo esercizio, tenutosi in auditorium e intitolato “Partitura”, ha previsto un momento di condivisione in cui ogni alunno ha proposto un gesto di ribellione, poi replicato dagli altri compagni disposti in cerchio.

 

Dall’auditorium ci si è spostati nel cortile esterno per un esercizio di fiducia denominato “L’angelo custode”: a coppie, uno studente conduceva l’altro, posizionato davanti, guidandolo con le mani sulle spalle. Il compagno guidato, ad occhi chiusi, si affidava completamente, lasciandosi condurre.

 

Il momento nel cortile è stato ulteriormente arricchito da un’elegante esibizione di danza in coppia, in cui un componente ha danzato sulle note del violino, interrompendo il movimento con una posa. L’altro componente riprendeva quella stessa posa, dando così inizio alla propria sequenza coreografica.

 

Di grande impatto visivo è stato il “murales collettivo”, realizzato all’interno del cortile scolastico, che – con i suoi colori vivaci e le immagini simboliche – ha trasmesso un forte messaggio di speranza, unità e partecipazione. L’inaugurazione del murales, alla presenza del Dirigente scolastico e della Vicepreside, è stata introdotta da alcuni studenti con questo discorso:

 

Insieme ad altri 12 compagni di classi prime, seconde e terze della Scuola Secondaria di I Grado “E. Fermi”, ho partecipato al corso di murales con l’esperto prof. Daniele Geniale e la tutor prof.ssa Flora Bellaveduta .Il corso è stato davvero coinvolgente: ci ha permesso di esprimere la nostra creatività e imparare nuove tecniche di pittura su muro. Dopo aver ideato il progetto insieme al professore, abbiamo sperimentato l’uso di stencil e bombolette spray prima di procedere alla realizzazione finale. Il tema scelto è “convivenza, comunità, dialogo e rispetto”: abbiamo voluto rappresentare l’importanza dello stare insieme e della condivisione tra studenti, docenti e personale scolastico. Il murales presenta anche i nostri sguardi, a testimonianza tangibile dei valori rappresentati. Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato: questo murales sarà un punto di riferimento per tutta la scuola, un segno indelebile del nostro passaggio.

 

Il progetto podcast ha dato voce agli studenti, permettendo loro di raccontare esperienze, riflessioni e sogni, sottolineando l’importanza di spazi di espressione autentica.

 

Il momento dedicato al podcast si è articolato in più fasi. Dopo un’introduzione teorica, ciascun partecipante ha proposto una o più idee, poi accorpate per tema. È emersa la forte esigenza di raccontare la scuola come luogo vissuto quotidianamente, ma anche la volontà di offrire un punto di vista personale, autentico e originale.

 

Da questa riflessione sono nate tre puntate, diverse per contenuto e stile narrativo:

 

– “Vita nei bagni” – una riflessione nata dalle scritte sui muri dei bagni scolastici, interpretate come bisogno di espressione in uno spazio intimo;

– “La scuola che vorrei” – ispirata ai racconti fantastici di Gianni Rodari, in cui gli studenti hanno immaginato la loro scuola ideale;

– “Devi fare ciò che ti fa stare bene” – un dibattito sull’importanza dello sport e sulle attività di educazione fisica, arricchito da un’intervista in videocall al campione olimpico andriese Francesco Fortunato.

 

L’intera manifestazione è stata accompagnata da un raffinato sottofondo musicale al violino, che ha contribuito a creare un’atmosfera suggestiva e armoniosa, sottolineando con delicatezza i momenti più significativi dell’evento.

 

La giornata si è conclusa con due momenti importanti: la consegna di un defibrillatore all’istituzione scolastica – gesto di grande valore civico e simbolico – da parte  dell’ associazione sportiva Manzoni e del presidente del Calcit dott. Mariano, e la premiazione degli studenti distintisi nell’orienteering, che hanno dimostrato impegno, determinazione e spirito di squadra.

 

L’evento ha rappresentato una vera e propria festa della scuola e della comunità educativa, confermando il ruolo essenziale di iniziative come questa nella prevenzione della dispersione scolastica. La partecipazione attiva, l’entusiasmo dei ragazzi e la sinergia tra docenti, famiglie e territorio sono stati elementi chiave di una giornata che resterà impressa nella memoria di tutti i presenti.

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